Marmellata di mandarini, fresca e buona

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  • Porzioni per
    4/6 barattoli
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    1 Ora 10 Minuti
marmellata di mandarini

Ideale da gustare al mattino sulle fette biscottate o da utilizzare per farcire le torte e crostat

Stamattina mi sono sveglia di buzzo buono e ho deciso di fare una marmellata di mandarini e leggere un articolo che mi ha inviato il dr. Orlandoni. Ho letto il suo pezzo mentre i mandarini cuocevano e credo di poter dire che diamo poca importanza a questa fonte di vita!!

Oggi ci parla dell’acqua che è un elemento fondamentale tanto per il nostro corpo tanto per il nostro pianeta dal momento che, in entrambi i casi, ne è il componente principale per circa il 70%!

L’acqua non è quindi solo qualcosa che ci disseta, piuttosto la materia di cui siamo costituiti: possedere questa consapevolezza ci aiuta ad allargare i nostri orizzonti, a comprendere meglio alcuni aspetti della nostra vita e le scelte che inevitabilmente siamo costretti a compiere.

Si tratta di un elemento dalle caratteristiche straordinariamente uniche, che da sempre ci inganna con la sua apparente semplicità.

Per prima cosa si tratta dell’unica sostanza che sul nostro pianeta sia presente nei tre stati fondamentali:

  1. Solido,
  2. Liquido,
  3. Gassoso.

Ancora più sorprendente la sua capacità di divenire più leggera passando allo stato solido, così com’è stupefacente la sua arrendevolezza poiché si dimostra in grado di adattarsi a qualsiasi recipiente; ma si tratta anche qui di un inganno: per dividere l’idrogeno dall’ossigeno sono necessari più di 3000°C!!

L’acqua è, infatti, composta da due molecole di idrogeno (H) che si legano ad una di ossigeno (O), le cariche si dispongono asimmetricamente con l’idrogeno che sarà prevalentemente carico positivamente e l’ossigeno negativamente. La base stessa della vita sulla terra ha quindi una duplice radice uguale ed opposta; nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese) viene chiaramente spiegato come la realtà sia interpretabile proprio sotto questa luce, come il risultato di un’interazione dinamica tra due forze uguali ed opposte: yin e yang.

Elegantemente raccolte nel simbolo del Tao, a formare un’unità detta: non due.

Se da un lato tutti gli esseri viventi che partecipano al respiro di Gaia (“Gaia: a new look at life on earth”, J.Lovelock-1979) hanno la necessità di rifornirsi continuamente di questo affascinante elemento, mantengono contemporaneamente l’esigenza di mantenere pulita quella corporea, esattamente come il nostro pianeta perché siano mantenute intatte le condizioni necessarie alla vita. In altre parole, il nostro organismo si adopera, tramite l’azione degli organi emuntori (fegato, reni, pelle, polmoni, intestino), a ripulire la nostra acqua dalle scorie che accumuliamo ogni giorno: scarti del metabolismo, prodotti di degradazione batterica, sostanze tossiche, frammenti cellulari di virus, miceti e batteri…tutto questo ed altro ancora finisce per accumularsi nel nostro organismo e da questo deve essere rimosso.

La matrice, o connettivo, è il tessuto fondamentale in cui sono riversati tutti i prodotti di scarto sopra elencati e anche in questo caso si tratta di un elemento del tutto unico: è infatti capace di passare dallo stato di gel (solido, viscoso) a quello di sol (più fluido).

Il passaggio tra queste due fasi è controllato dal sistema nervoso autonomo (SNA), dal modo in cui, cioè, il nostro organismo passa da una fase di stress attivo, assolutamente necessario alla vita, ad un altrettanto necessaria fase di recupero. Dall’armonica alternanza di queste due fasi uguali e contrarie (di nuovo questo concetto…) si genera la capacità di consentire alla matrice, alla nostra acqua quindi, di rigenerarsi.

Da questi presupposti, arrivare alla bioelettronica di Vincent il passo è assai breve. Questa straordinaria disciplina, ad oggi incomprensibilmente trascurata se non da audaci studiosi abituati al ragionamento sottile e raffinato (l’Ing. Mattia Zambetti che ho l’onore di conoscere personalmente, è senz’altro uno di questi), capaci di cogliere la profonda visione di un uomo come Vincent. Nel 1948, infatti, si rese conto che è possibile misurare alcuni parametri elettrici dei principali liquidi corporei (sangue, saliva e urina) e, grazie a particolari algoritmi, misurare le condizioni del terreno biologico, dell’organismo nel suo insieme insomma.

Ancora una volta ci stupisce per la sua apparente semplicità dietro la quale si nascondono straordinarie risorse e insegnamenti, sta a noi coglierne l’importanza.

Ideale da gustare al mattino sulle fette biscottate o da utilizzare per farcire le torte e crostate, questa marmellata di mandarini piace a tutti! Preparatela in casa, facendovi aiutare anche dai vostri bambini, e lasciatevi conquistare dalla freschezza e bontà di questa speciale confettura!

Ingredienti per 4/6 barattoli

  • 1 kg mandarini biologici
  • 400 gr zucchero di canna bianco
  • q.b. acqua

Procedimento

  1. Preparate i barattoli che intendete usare sterilizzati. Lavate e risciacquate bene i mandarini sotto l’acqua corrente e metteteli in una pentola capiente. Ricopriteli d’acqua e fateli cuocere a fuoco lento per 45 minuti. Dopo che li avete scolati, stendeteli su di un canovaccio e lasciateli riposare per circa due ore a temperatura ambiente.Una volta raffreddati tagliate ogni mandarino in quattro parti,senza togliere la buccia, eliminate i semini e frullateli fino a  quando non ottenete una polpa omogenea. Rimettete la polpa ottenuta in una pentola, aggiungete un po’ di acqua, lo zucchero fino a quando, facendo la prova del piattino, la marmellata risulterà pronta.Più o meno servono 50 minuti.

    Versate la marmellata ancora bollente nei vasetti sterilizzati, chiudeteli e metteteli a raffreddare capovolti a testa in giù. Aspettate qualche giorno prima di consumare la marmellata.

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