Identità Golose 2014: Bottura e la squadra vincente…

Da poco si è conclusa la decima edizione di Identità Golose: un’edizione molto intensa  che mai come quest’anno è stata un meraviglioso palcoscenico da dove sono state lanciate nuove proposte e nuove idee.

Durante il Congresso ho vissuto talmente tante esperienze che raccontarvele tutte è quasi impossibile, ma mi metterò d’impegno e ci proverò anche con l’ausilio delle foto scattate da Carlo…  che aveva il compito di fare una sorta di fotocronaca per rendervi ancor più partecipi all’evento.

Oggi vi voglio parlare dell’intervento di Massimo Bottura che è tra quelli che mi hanno maggiormente colpita perché ha fatto veramente scuola

Ha esordito con un sonoro: “Aprite quelle porte! Fate entrare tutti!”. La sala era gremita, non c’era posto per tutti, così  all’esterno della sala sono stati posti degli altoparlanti  così che tutti potessero  ascoltarlo.

Ha cominciato il suo  intervento con una domanda: “Chi sono? Chi siete?”, che ha indotto nelle persone una profonda riflessione  a cui è seguita, un’altra riflessione sulla frase  di Pirandello “ Uno, nessuno centomila”.

Identità Golose 2014: Bottura e la squadra vincente…

Ci ha spiegato che, ogni giorno, si sveglia nel tentativo di darsi delle risposte in merito e cerca di raccontarci come fa mostrando un video che è la sua storia.

Scorrevano le immagini di quando era bambino e muoveva i primi passi nella cucina di casa, attorniato dalle donne della sua famiglia fino ad arrivare ai prodotti, alla loro ricerca e al valore di un buon rapporto con i produttori. Il cardine del suo intervento sono le donne e la memoria.

Bottura prosegue: “Non ho mai dimenticato da dove vengo né ciò che ho imparato dagli artigiani e dalle tradizioni. Ho delle memorie da tramandare ai miei figli”. E poi ancora “Le persone sono create per pensare. Le memorie appartengono a uno, nessuno e centomila. Mettete da parte l’ego e fate squadra, è fondamentale per il lavoro intelligente”.

E’ questa la vera rivoluzione uscita da Identità Golose: la cucina vissuta come squadra e in merito ha proposto la squadra tutta al femminile de l’ Osteria Francescana composta da sei giovani chef,  ognuna delle quali ha presentato personalmente un  piatto legato alla propria vita, alla propria terra e alle proprie origini e dove hanno raccontato di loro stesse con il cuore e con l’anima.

E l’idea di squadra dà l’idea vincente di una cucina in cui tutto funziona come in un meccanismo perfetto e dove  “la gastronomia, come l’arte, è fatta per andare avanti e per evolvere”…

Un’altro personaggio mitico e bravissimo del suo staff è stato Beppe Palmieri che ha portato in primo piano la sala e la cantina. Questo tema non è da molto tempo che viene considerato. In realtà per funzionare un ristorante deve essere ben organizzata anche questa parte…..

 … resto dell’idea che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna: Lara Gilmore!

foto Carlo Beccalli

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