Cracco, il bello di Masterchef…presenta il suo rognone

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Quella che Carlo Cracco, ha tenuto domenica 9 febbraio all’Auditorium di Identità Golose, davanti a una platea gremita di folla,  era una lezione che aveva per titolo “Carlo e il suo rognone” .

Quando ho letto questo titolo sono rimasta un po’ perplessa perché più che farmi pensare al rognone come ingrediente di un piatto, mi ha fatto sorridere e pensare a “Riccardo Cuor di Leone”. Potrebbe sembrare che non c’entri niente, in realtà l’attinenza ci sta tutta e ne ho avuto la conferma dopo la lezione: come Riccardo, Cracco ha tenuto una lezione da persona coraggiosa, carismatica, da vero capo,  in cui lo chef  ha spiegato come  la cucina sia alla portata di tutti.

E il rognone di Carlo era un signor rognone cotto su sale grosso, servito con spaghetti di radice  scorzonera cotta sottovuoto a bassa temperatura, sugo di china e bacche di goji.

E’ un piatto semplice con ingredienti poveri ma di grande classe!

Sempre da persona carismatica e democratica ha, inoltre spiegato che “In cucina non serve urlare”… “basta eseguire alla lettera le sue direttive”…  e ha aggiunto che in Tv serve anche un po’ di spettacolo e l’urlata è d’uopo.

E l’ammirazione per Cracco è salita ancora!!!

Racconta di lui Roberto Perrone sul sito di Identità Golose

Ad esempio, in occasione dello sbarco a Milano di Le Fooding, la manifestazione francese che mette insieme i grandi maestri della cucina in un clima da concerto rock, ha preparato il piatto meno banale e più sconvolgente, abbinando ostrica e rognone (lo ha anche affiancato ai ricci di mare). Cracco incrocia i sapori (insalata calda e funghi, crema bruciata all’olio con burro di olio), ma il suo non è solo un gioco che utilizza i prodotti e li mischia per il semplice desiderio di esaltare in contrasto. La sua è una filosofia di sintesi: alla fine non è la diversità a essere esaltata, ma un nuovo gusto che si è formato. Non è assemblaggio, è ricerca. È una sfida perché non è facile mantenere un ristorante come questo nel centro di Milano con questa eccellenza di offerta e di magia. Ma Carlo riesce a sedurre ogni volta con la sua simpatia e la sua capacità di non dare nulla per scontato Ecco, è questo che affascina ancora, dopo anni di frequentazione e conoscenza. La sua positività si declina nella capacità di essere se stesso e al tempo stesso di rimettersi in discussione, senza cedere alla tentazione di sintonizzarsi sulle mode o sulle comodità di una cucina ripetitiva e quindi “facile”.

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