“Biancomangiare” preparato dallo chef Daniele Zennaro del Vecio Fritolin

Tempo di preparazione:

E oggi vi presento il Biancomangiare, un delizioso dolce al cucchiaio, conosciuto fin dal Medioevo, preparato prevalentemente con ingredienti di colore bianco.Questo è piatto di probabili origini francesi dato che, nei primi ricettari, l’antica ricetta francese  di un piatto a base di riso cotto nel latte che era denominata blanch mangeri e da qui pare essersi poi diffuso in tutta Europa.

Ma “biancomangiare” non era riferito a una  specifica ricetta bensì a una preparazione di origine medievale basata sulle presunte qualità del colore bianco, degli ingredienti utilizzati per la preparazione, simbolo di purezza e ascetismo.Il tipo di ingredienti bianchi utilizzati dava quindi origine a piatti dolci o salati.

Oggi il biancomangiare è una preparazione dolce e delicata, tipica di tre regioni italiane molto distanti tra di loro: la Valle d’Aosta, la Sardegna e la Sicilia.

In Valle d’Aosta è chiamato “Blanc Manger” e si prepara in due versioni, la prima utilizzando il latte di mandorle, la seconda quello di mucca.In Sardegna è un dolce chiamato Menjar blanc che si prepara utilizzando la crema di latte di pecora o di capre, addensata con l’amido di riso o di grano.In Sicilia, invece, il biancomangiare è una crema preparata con mandorle tritate, zucchero, amido, buccia di limone, cannella, e messa a raffreddare in forme di terracotta.

Già nella Palermo del ‘700 il biancomangiare era molto apprezzato ed era uno di quei dolci a base di mandorle che venivano preparati delle monache di clausura dell’antico  Monastero di Santa Caterina per venderlo al pubblico e poter così incrementare le loro finanze.

Ma la fama del biancomangiare non si ferma qui: Leonardo da Vinci scriveva “Per me un piatto che si chiama “biancomangiare” è si bianco ma si sdegna se sa di dolce o di pesce” Giuseppe Tomasi di Lampedusa , invece, lo citò per la sua bontà ne “Il Gattopardo” con questa celebre frase:

“Mentre degustava la raffinata mescolanza del biancomangiare, pistacchio e cannella racchiusa nei dolci che aveva scelti, don Fabrizio conversava con Pallavicino e si accorgeva che questi era tutt’altro che un imbecille”.

I medici lo prescrivevano alle persone malate, perché essendo il biancomangiare un cibo composto da ingredienti di colore bianco era  indicato per “mangiare in  bianco”, quando si era indisposti essendo facilmente digeribile e con un elevato potere energetico.

Daniele Zennaro, chef del ristorante Vecio Fritolin  invece lo ha preparato in questo modo per noi intolleranti al Nutrisan di Bolzano

Ingredienti per 4/6 persone:

  • 250 gr. di Riso Carnaroli
  • 800 cc di latte senza lattosio
  • 80 gr. di burro senza lattosio
  • 1 pezzettino di vaniglia di Tahiti
  • 150 gr. di crema di marroni La Vecchia Dispensa
  • Condimento all’Aceto Balsamico di Modena I.G.P. e Fichi      La Vecchia Dispensa

Preparazione:

Mettere a cuocere partendo da freddo il riso con il latte e la stecca di vaniglia aperta a metà per il lungo e grattata dai semi.

Portare a completo assorbimento del latte mescolando soventemente per evitare di far attaccare e caramellare il fondo.

Dovrà restare bianco, a cottura ultimata mantecare con il burro e stendere su una teglia per far raffreddare.

Intanto stemperare la crema di marroni con poca acqua fino ad ottenere una consistenza morbida da poterla spalmare sul fondo del piatto.

PRESENTAZIONE:

Sistemare sulla base del piatto una cucchiaiata di crema di marroni stemperata.

Coprire con il biancomangiare di riso al latte e livellare con l’aiuto di una carta forno.

Con un pennello glassare la superficie con il condimento di aceto balsamico ai fichi, sembrerà che il riso sia stato caramellato.

 

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