Parfait al limone

Tempo di preparazione:

Fin dai tempi del Medioevo lo scorbuto era una malattia conosciuta e nota. Essa era compagna inseparabile degli eserciti e dei navigatori i quali ne erano particolarmente e gravemente colpiti.

I malati erano colpiti da astenia, da emorragie, da infiammazione alla cavità orale e alle gengive; i denti vacillavano e si riscon­trata una grande facilità alle fratture. Per lungo tempo le cause di tali sindromi resta­rono ignote, sebbene si fosse già stabilita una correlazione fra l’alimentazione degli equi­paggi e lo scorbuto.

Nel 1912 Funk, riassumendo le cono­scenze acquisite sulle malattie da carenza, dedusse che anche lo scorbuto era dovuto alla deficienza di un fattore vitaminico. Nel 1920 a tale sostanza fu dato il nome di vita­mina C che nel 1932 veniva isolata nei limoni e nelle arance.

Il fattore C appartiene alle vitamine idrosolubili e termolabili: l’aria, la luce, il calore la disperdono. Numerose ricerche hanno accertato che l’acido ascorbico è mol­to instabile sia negli erbaggi sia nella frutta, nei quali esso è presente in quantità varia­bili.

Le sue funzioni fisiologiche sono mol­teplici ed interessano il ricambio, il metabo­lismo dei carboidrati e quindi le funzioni di tutte le cellule; poiché la vitamina C esercita un’azione benefica sulla respirazione di esse, ne risulta un generale aumento di tono e un’aumenta ta funzional i tà dell’organismo.

Tutte le ghiandole a secrezione interna ven­gono favorevolmente influenzate dall’acido ascorbico, il quale, inoltre, è un potente coa­diuvante nelle terapie delle tossicosi sia bat­teriche sia di altra origine (intossicazioni da arsenico, piombo, difteriche, sulfamidiche, ecc.). Ma la più importante funzione espli­cata dalla vitamina C è forse quella di stimo­lare la funzione del midollo osseo, interve­nendo favorevolmente nella formazione degli elementi del sangue, e quindi nel ricambio del ferro, indispensabile per la formazione dei globuli rossi. Il tessuto connettivo, quello osseo e quello cartilagineo traggono pure beneficio dall’acido ascorbico.

Poiché abbiamo visto come la vitamina C esplichi un’insostituibile azione sul ricam­bio materiale ed energetico di tutte le cellule dell’organismo, risulta evidente che la sua carenza determini i più disparati disturbi. Una diminuita resistenza verso le infezioni e le loro tossine, una minore capacità batteri­cida del sangue sono le conseguenze di una mancanza totale o parziale di acido ascor­bico.

Una ricca somministrazione di vita­mina C risolleva l’organismo potenziandone le sue attività fisiche e mentali. La sostanza cementizia delle pareti dei capillari e il colla­gene dei tessuti connettivi diminuisce di quantità e di forza quando vi è carenza di vitamina C, cosicché i capillari diventano fragili, dando luogo a facili emorragie sotto­cutanee, le ferite stentano a guarire e le ossa fratturate a rinsaldarsi.

Poiché l’organismo umano è incapace di produrre per sintesi la vitamina C, essa deve venire assunta attraverso gli alimenti.

Frutta ed erbaggi contengono, sebbene in quantità diverse, acido ascorbico. Tra la frutta, gli agrumi sono, oltre che le più ricche fonti di acido ascorbico a nostra disposi­zione, anche quelli che più a lungo manten­gono quasi inalterato il contenuto in vita­mina C.

Meglio usare limoni non trattati e belli grossi e succosi.

Ingredienti per 4 persone

  • 500 gr. di yogurt intero
  • 250 gr. di panna
  • 100 gr. di zucchero di canna
  • 2 limoni
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • 3 cucchiai di zucchero di canna bianco tritato a velo

per la salsa al limone

  • succo di 2 limoni,
  • 100 gr. di zucchero di canna bianco,
  • 1 cucchiaio di acqua a temperatura ambiente

Preparazione

Spremete e filtrate i limoni. Preparate  in un pentolino uno sciroppo con lo zucchero di canna e il succo di limone facendoli fondere a fuoco molto basso. Spegnete la fiamma e aggiungete l’agar agar continuando a mescolare e fate raffreddare.

Montate la panna e dolcificate con lo zucchero tritato a velo. Unite al composto lo yogurt, aggiungete la panna appena preparata e la scorza grattugiata di un limone. Tenete da parte un po’ per la decorazione.

Versare in stampini monodose semitondi rivestiti di carta forno ammollata e strizzata e mettete in frigorifero per almeno tre ore.

Poco prima di sfornare il semifreddo, mettete lo zucchero con l’acqua in un pentolino sul fuoco e fatelo sciogliere. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto,aggiungete il succo dei limoni.Togliete il pentolino dal fuoco e continuate a mescolare fino a che lo zucchero, che si sarà cristallizzato con l’aggiunta del succo di limone, non si sciolga nuovamente.

Sformate e servite guarnendo con la panna tenuta da parte e la salsa al limone.

 

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