Crema di cavolfiori con gnocchi di ceci

Tempo di preparazione:

L’educazione ci vuole anche a tavola, e non sol­tanto per far bella figura, ma soprattutto per il piacere di sentirsi sempre a posto con se stessi. Un buon comportamento a tavola è necessario per ra­gazzi di oggi e non sorridete per alcuni suggerimen­ti che sicuramente possono sembrare ovvi e in realtà non sempre lo sono.

Ecco qualche consiglio su tutto ciò che a tavola è bene fare o meno.

• Non sedetevi mai a tavola prima che la padrona di casa, dopo aver consegnato a ciascuno il suo posto, abbia dato il via e quando vi sedete state composti, ben dritti sulla sedia, non accavallate le gambe ma te­nendole raccolte sotto al vostro po­sto.

• I gomiti non vai mai appogiati sulla tavola, ma solo un tratto dell’ avambraccio, tenendo le braccia be­ne accostate per non disturbare i commensali che avete a lato. E conti­nuate così per tutto il resto del pran­zo anche se siete alle prese con qualcosa di duro da tagliare.

• Non commettete l’imperdonabile errore di infilare il tovagliolo nell’ apertura del vestito, neanche addu­cendo qualche scusa puerilmente spiritosa, ma tenetelo ben spiegato in grembo senza appallottolarlo sulla tavola. Mangiando non tamponatevi gli angoli della bocca solo con la punta del tovagliolo, è una affettazio-. ne di scarso buon gusto.

• Non cominciate a mangiare appe­na serviti con la scusa che la vivanda si fredda, ma aspettate che sia la pa­drona di casa a dare il segnale. Non esordite con un «buon appetito!». Lo­date amabilmente ogni piatto senza lanciare esclamazioni esagerate.

• Non portate le posate alla bocca regola tuffando la testa verso il piatto con l’ impressione di voracità, ma viceversa. Non fate risucchi con la minestra o rumori sgradevoli masticando. Non portate il coltello alla bocca, non bevete tutto di un fiato.

• Non prendete il sale con le dita e neppure con la punta del coltello. La padrona di casa avrà certamente provveduto a munire la saliera di un cucchiaino mignon.

• Non soffiate sulla minestra, ma rigi­ratela con il cucchiaio. Non inclinate la fondina per raccoglierla fino all’ul­tima cucchiaiata, o fatelo sollevando­la per il bordo verso il centro della tavola e mai verso di voi.

Mio figlio ha riso parecchio alla lettura di questo testo………e mi ha detto che sono cose che non andrebbero mai scritte….sono ovvie………. mah

Ingredienti per 4 persone

  • 100 gr. di ceci, già ammollati
  • 120 gr. di patate,
  • 1 tuorlo
  • 120 gr. di farina di riso,
  • prezzemolo tritato
  • 1 rametto di rosmarino
  • 400 gr. di cavolfiori
  • 1 porro,
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 30 gr. di olio extravergine di oliva,
  • sale e pepe

Preparazione

Preparate gli gnocchi: lessate i ce­ci con il rametto di rosmarino, fino a che risultino ben teneri. Lessate le patate, sbucciatele e passatele nel passaver­dura insieme ai ceci.

Aggiungete in una ciotola il passa­to di ceci e patate, il tuorlo, la farina, il prezzemolo tritato e una presa di sale; impastate fino ad ottenere un compo­sto omogeneo, ma non troppo duro.

Preparate la crema: mondate, la­vate e dividete le cime del cavolfiore. Pelate la carota; mondate, lavate e sgocciolate il sedano e il porro, scar­tando la parte verde più dura.

Portate a bollore 1 litro d’acqua con una presa di sale grosso, aggiungete le verdure e fate lessare per 30 minuti (il liquido di cottura dovrebbe ridursi della metà).

Frullate quindi le verdure con il bro­do di cottura, riversate la crema otte­nuta nella casseruola, condite con 15 gr. di olio, regolate, pepate e fate sobbollire dolcemente per 5 minuti.

Lessate gli gnocchi in acqua bollen­te salata, facendo cadere l’impasto nel­l’acqua con l’aiuto di 2 cucchiai (i nostri gnocchi dovranno avere l’aspetto delle quenelles); quando gli gnocchi verranno a galla, scolate con un mestolo forato direttamente nei piatti fondi dove avrete già servito la crema di cavolfiori; con­dite con l’olio crudo rimasto e pepe a piacere e servite.

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