Gnocchi di riso

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    1 Ora 30 Minuti
gnocchi di riso ridotta

Il lungo cammino del chicco di riso comincia … prima della nascita, con la preparazione del terreno – la risaia – su cui verrà seminato.

I gnocchi di possono preparare in molti modi. Visto che io e le patate non andiamo molto d’accordo ho provato a farli con il riso. Scherzi a parte, la patata per chi ha problemi di nichel deve essere mangiata con molta moderazione ed ecco la ragione dell’esperimento!!!

La scienza del riso è una cosa serissima.Questo alimento antichissimo è oggi uno dei pochi che giungono “al naturale” sulle nostre mense, come 5000 anni fa. Senza alcuna sofisticazione: nè additivi, nè conservanti, nè coloranti, nè sostanze aggiunte. Niente che intacchi la sua squisita genuinità.

Una volta sbucciato dei suoi rivestimenti, il candido chicco è pronto per la cucina e la conservazione.Per coltivarlo e lavorarlo, oggi si seguono i procedimenti antichi, ma con tecnologie moderne, funzionali e sicure per difenderne l’integrità, l’igiene e i valori nutritivi. Tutto qui. Ma andiamo per ordine.

Il lungo cammino del chicco di riso comincia … prima della nascita, con la preparazione del terreno -la risaia – su cui verrà seminato. È primavera.

Ecco le 15 tappe della coltivazione.

  1. aratura, per far affiorare la terra fresca;
  2. sbriciolatura del terreno e livellatura con l’erpice;
  3. concimazione con azoto, fosforo e potassio, e spianatura;
  4. irrigazione della risaia da fiume o laghi attraverso canali e fossati: l’acqua è indispensabile per proteggere i semi e i germogli dal freddo notturno. Solo nei Paesi tropicali non si irrigano le risaie, perchè si aspettano le grandi pioggie monsoniche;
  5. semina, con macchine che procedono nel fango con ruote dentate;
  6. germoglio delle piantine dall’acqua;
  7. diserbo, per estirpare le erbe infestanti che soffocherebbero il riso: operazione un tempo compiuta faticosamente a mano dalle “mondine”, oggi dai prodotti diserbanti distribuiti da una macchina;
  8. fioritura;
  9. fruttificazione, con la pannocchia di riso, in agosto;
  10. maturazione della pannocchia, che in ottobre si fa turgida e dorata;
  11. prosciugatura della risaia, che diventa agibile;
  12. taglio e raccolta delle pannocchie con la mietitrebbiatrice;
  13. trebbiatura, cioè distacco dei granelli, sempre con la mietitrebbiatrice. Queste due ultime operazioni si fanno ancora a mano in Asia e in Africa;
  14. immagazzinamento dei granelli nei serbatoi, e poi in grossi contenitori;
  15. essiccazione dei granelli: l’aria calda ne riduce l’umidità e ne consente la conservazione senza muffe nè altre alterazioni.

e non è finita qui!  Il risone greggio – cioè la cariosside rivestita di glume e glumette – è così pronto per passare in riseria.Io non immaginavo tanto lavoro cosi dietro un piccolo chicco…. e invece!

 

Procedimento

Ingredienti

  1. 300 g di riso;
    100 g di parmigiano reggiano 48 mesi grattugia­to;
    50 g di pane grattugiato senza glutine;
    3 uova;
    3-4 cuc­chiaiate di farina di riso;
    80 g di burro chiarificato;
    sale

Preparazione

  1. Bollite in una casseruola un li­tro e mezzo di acqua, salate, versate il riso e lasciatelo cuocere a recipiente scoperto finché non avrà assorbito tutta l'acqua. Togliete la casseruola dal fuoco, lasciate raffreddare, poi unite le uova leggermente sbattute, quattro cucchiai di parmigiano grattugiato, il pane, pure grattugiato, e un po' di sale e pepe. Mescolate l'impasto e, quando avrà assunto giusta consistenza, dividetelo a gnocchetti grossi come un'oliva, quindi passateli nella farina.

    Ungete con l'olio una pirofila e adagiate­li gli gnocchi. Fate fondere il burro e ver­satelo sugli gnocchi. Cospargeteli con il parmigiano rimasto.

    Scaldate il forno a 180°C e ponetevi la preparazione, lasciandovela per circa 10 minuti, fin quando gli gnocchi avranno preso un bel colore dorato.

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Un commento a “Gnocchi di riso

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