Il pensiero di morire

Il pensiero di morire. Mi chiedo come si faccia a vivere, ora.

Come fate a vivere voi? Come si fa? Come si può? Come?

Si muore. Ogni giorno, continuamente, improvvisamente.

Sotto una macchina, dentro una macchina, su una terrazza,

al parco la domenica, a tavola con gli amici, a tavola da solo,

in un letto d’ospedale, nel letto di camera tua,

Da bambino, da vecchio, a 19 anni, a 53,

a 64, a 72 si muore.

In estate, in inverno, il 16 aprile o l’11 novembre.

Si muore anche la domenica, il lunedì mattina.

Morirò, moriremo.

Non esiste pensiero che mi terrorizzi di più.

Resto immobile a pensarci. E ci penso di continuo ultimamente.

È un’ossessione. Un’ossessione Viva.

Che non ha soluzioni né calmanti.

Morirò.

Sono morti i miei nonni, i  miei genitori,

la mia unica e stupenda nipote……….

la mia mitica sorella

In ordine sparso moriranno anche……

le persone che mi ruotano intorno

e non servirà a niente averli protetti.

Non servirà niente a niente.

E io non mi calmo.

E non riesco a non pensarci continuamente,

quando mi addormento,

quando mi manca l’aria per l’asma che mi tormenta

o per l’’emozione,

quando mi accorgo di quanto bello o brutto sia, Vivere.

Ci penso quando sorrido, quando sto bene e quando poi sto male.

Ci penso quando mi accorgo ché è un po’ che non ci penso.

O anche dal niente, così.

E per quanto possa avermi delusa, umiliata e stuprata questa vita,

preferirei continuare per sempre a soffrirla,

pur di non sapere quanti funerali mi aspetteranno.

Pur di non sapere che ci sarà anche il mio

e spesso mi auguro di morire prima d tutti

pur di non vedere soffrire nessuno.

 

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