Involtini primavera

Tempo di preparazione:

Se qualcuno mi chiede un parere sul mio ultimo viaggio alle Maldive rispondo: “Tutto ciò che si dice del paradiso Maldive è vero”. Gli amici prima di partire avevano avanzato dubbi sul fatto che alle Maldive il rischio di annoiarsi era alto poichè dopo la spiaggia e il mare non c’è molto da fare.

Secondo me e Gabriele, mio marito,  le  Maldive sono il luogo perfetto per una vacanza in simbiosi con il mare e con la natura, che qui è stata particolarmente generosa. Ci sono i bungalow sulla spiaggia, percui giornate da trascorrere al sole o nell’acqua, con maschere e pinne per esplorare i fondali.

Ma non solo, quest’anno abbiamo trovato anche il buffet internazionale davvero eccellente e superlativo.  Comincio con parlarvi della cucina cinese che abbiamo avuto il piacere di gustare, grazie allo chef Simon che ci fatto scoprire piatti davvero di gusto straordinario.

La cucina cinese classica possiede la rara dote di piacere a tutti; non a caso, assieme alla francese e all’italiana di tipo mediterraneo, è la più esportata nel mondo. Ma approdiamo stavolta tra i fornelli di Canton, la più grande metropoli della Cina meridionale, città che deve la sua importanza alla facilità delle comunicazioni fluviali e alla fiorente attività del suo porto. Il clima caldo, la fertilità del suolo e l’abbondanza di acque favoriscono notevolmente la produzione del riso, degli ortaggi, della frutta, senza dimenticare il tè e la canna da zuc­chero delle campagne circostanti.

Duttili e ingegnosi, i cantonesi, molti dei quali fino a qualche decennio fa vivevano a bordo dei sampan, piccole barche anco­rate alla riva del fiume, hanno saputo dar risalto a questa cucina del Sud, allegra e generosa, fatta di cibi piuttosto speziati, ma sempre cotti al punto giusto e facilmente digeribili.

È chiaro che per ottenere simili risultati occorrono tecniche culi­narie sapienti: prima di tutto, bisogna saper attuare la cottura al “vapore” molto diffusa in Cina, ma particolarmente a Canton. Qui si usano i pittoreschi cestelli di bambù, che si mettono a piramide sopra una pentola d’acqua in lenta ebollizione e che permettono di ottenere la cottura indiretta contemporanea di diverse portate. Un sistema ingegnoso con il quale si ottengono risultati superiori a quelli raggiunti col “bagnomaria”. .

Dosi per 20 involtini

  • una confezione di pasta per involtini surgelata da 20 pezzi
  • 225 g di filetto di maiale
  • un cucchiaio di salsa di soia
  • un cucchiaio di vino di riso o di sherry secco
  • 6 cucchiaini di farina
  • 5 funghi cinesi secchi
  • 100 g di germogli di bambù
  • 225 g di porri
  • olio
  • un cucchiaino di sale
  • un cucchiaio di aceto
  • 2 fette di radice di zenzero tritata

Preparazione:

Fate scongelare la pasta per involtini a temperatura ambiente, coprendola con un panno umido; intanto preparate la farcia. Tagliate a striscioline la carne di maiale, raccoglietela in una terrina, unite la salsa di soia, il vino e 2 cucchiaini di farina, lasciatela marinare per 10 minuti.

Mettete a bagno i funghi in acqua calda per 20 minuti, strizzateli, eliminate i gambi duri e affettate il resto insieme con i germogli di bambù e i porri. Fate scaldare 3 cucchiai di olio nel wok, unite il maiale e friggetelo fino a quando sarà dorato.

Toglietelo dal recipiente con una schiumarola e al suo posto mettete i funghi, i germogli di bambù e i porri. Mescolate, salate, rimettete la carne di maiale, cuocete amalgamando per 2 minuti; togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Suddividete la farcia, preparata sulla pasta da involtini scongelata e chiudeteli come mostrano le illustrazioni qui sotto.

Fate sciogliere un cucchiaino di farina in due cucchiaini di acqua e con questo composto spennellate gli involtini. Friggeteli per 3-4 minuti in abbondante olio bollente. Metteteli a perdere l’unto di cottura su carta assorbente da cucina e serviteli caldi accompagnati dall’aceto mescolato alla radice di zenzero.

Gli involtini primavera sono adatti per un buffet o per un cocktail party. Si conservano in frigo per un giorno e tre mesi nel congelatore.

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