La cottura nella terracotta, un modo sano e salutare

Avete mai provato la cottura nella terracotta?

Se avete risposto di sì, è il momento di introdurla nelle vostre abitudini in cucina e in questo articolo ho intenzione di spiegarvi il perché. In primo luogo, dovreste sapere che la cottura nella terracotta è certamente un modo sano e salutare di cucinare gli intingoli, i sughi, le zuppe, i legumi e il pesce. Tutto cuoce meglio, conservando e accentuando il proprio sapore.

È una modalità di cottura diversa dal solito, molto tradizionale e anche versatile e intelligente. Con questi presupposti, andiamo a scoprire tutti i motivi per provarla.

La terracotta, un materiale unico

La terracotta è un particolare tipo di ceramica, ovvero un materiale inorganico non metallico, duttile allo stato di natura e rigido dopo la cottura. Solitamente, è composto da argilla, feldspati, silice, quarzo, ossidi di ferro e alluminio. Si tratta di un valido isolante termico. Quindi gli utensili realizzati con questo materiale si scaldano molto lentamente e più lentamente cedono il calore che hanno assorbito, mantenendolo a lungo nei cibi contenuti all’interno di essi.

Proprio per questo, le pentole per la cottura nella terracotta sono quindi ideali per cucinare quei piatti che richiedono una cottura a fiamma bassa senza sbalzi di temperatura, in cui è importante che il riscaldamento avvenga in modo graduale e uniforme. Tra le pietanze perfette per essere cotte nella terracotta troviamo i legumi, i risotti, i minestroni di verdure e gli stufati di carne.

Le pentole di terracotta impiegate per la cottura sono smaltate, sia internamente che esternamente (solo il fondo non viene trattato). Uno degli aspetti che ne ha limitato maggiormente la diffusione è la fragilità. Si consiglia infatti di evitare di sottoporre gli utensili in terracotta a repentini shock termici.

Consigli per l’uso delle pentole per la cottura nella terracotta

Prima dell’utilizzo, una pentola di coccio nuova deve essere messa in ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore. È consigliabile ripetere l’operazione di immersione, che permette di reidratare la terracotta che si è seccata durante la cottura, per alcuni minuti prima di ogni utilizzo, onde evitare rotture. Bisogna evitare inoltre di metterla sulla fiamma diretta: è opportuno utilizzare sempre lo spargifiamma di rete, che permette al calore di diffondersi in modo uniforme.

Durante la cottura nella terracotta non si possono utilizzare posate di metallo per mescolare, o altrimenti si rischia di graffiare la smaltatura. Le pentole di coccio si lavano molto facilmente riempiendole di acqua calda qualche ora. In questo modo, rilasceranno tutto il grasso incorporato nella lunga cottura. In seguito, si potranno lavare con poco detersivo per i piatti, utilizzando le spugnette antigraffio (utili per non rovinare la smaltatura), e poi si sciacquano accuratamente. Una volta lavata, la pentola dev’essere lasciata ad asciugare rovesciata, in modo che l’umidità possa evaporare dal fondo.

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