Pane, panettone e pandoro: protagonista lo chef veronese Renato Bosco

identitagoloseCB CarloBeccalli

Pane, panettone e pandoro: protagonista lo chef veronese Renato Bosco. L’edizione 2016 di Identità Golose, il quale tema è stato “la forza della libertà”, è  andata in scena dal 6 all’8 marzo presso il MiCo di Via Gattamelata, ed ha visto alternarsi diversi chef, eccellenze italiane e internazionali che hanno approfondito alcuni temi fondamentali della cucina del nostro Paese e non solo.

Tra questi nomi è possibile ricordare quello di Renato Bosco, protagonista della giornata, che ha aperto la mattinata del 7 marzo in Sala Blu.

Spazio al pandoro!

La giornata del 7 marzo a Identità Golose ha quindi preso il via con il veronese Renato Bosco che ha parlato dell’arte bianca, soffermandosi in particolare su un dolce tipico della sua città: il pandoro.

Questo dolce, che viene troppo spesso messo in ombra dal panettone, è stato celebrato mettendo in primo piano alcune varianti che permettono di gustarlo in tutta la sua bontà, senza perdere di vista i benefici per l’organismo.

Qualche esempio al proposito? Pandor-0, il pandoro realizzato senza ricorrere al burro, condimento che viene sostituito utilizzando invece un’emulsione a base di olio d’oliva.

Le persone presenti in sala, che sono state invitate ad assaggiarlo, hanno confermato che si tratta di una variante leggera ma che non ha nulla da invidiare al gusto del pandoro classico, perfetto anche per la prima colazione.

Panett’ONE: la maestria degli artigiani del dolce

Durante al mattinata di lunedì 7 marzo si è parlato anche di un altro dolce che è simbolo della cucina italiana: il panettone. Quando si parla di classici di questa portata è necessario mettere in primo piano l’importanza di innovare senza però cadere in scelte banali e scontate.

A evitare questo rischio ci ha pensato Lucca Cantarin, padovano DOC, proveniente da una famiglia che opera da più di 100 anni nel mondo della pasticceria. Cantarin ha deciso di apportare un’innovazione molto interessante al panettone, scegliendo di aggiungere alla ricetta tradizionale la pasta frolla, integrazione che consente di mettere in primo piano la maestria del singolo pasticcere e di dare così personalità al dolce.

A rendere ancora più speciale la lezione di Cantarin è stato un momento di attenzione a un aspetto fondamentale della cucina, ossia quel sapere artigianale che è necessario preservare e che lo chef padovano ha omaggiato concludendo il suo intervento con un’infilzata, ossia il gesto che prevede di infilzare alla base di ogni panettone dei ferri, così da metterlo in posizione capovolta ad asciugare.

Non poteva infine mancare un tributo al pane, elemento che, come ricordato dallo chef Nicola Portinari, deve rappresentare un accompagnamento al piatto e soprattutto deve essere scelto senza mettere in secondo piano l’armonia degli abbinamenti.

#IGmi16 @identitagolose19

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