Enrico Bartolini Miglior Chef 2016

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Enrico Bartolini Miglior Chef 2016, La Toscana è una terra di contrasti, dove si passa, percorrendo solo pochi chilometri, dalla collina al mare e dalla natura ad alcune delle città d’arte più celebri del mondo. Questa complessità, che non toglie certo spazio alla bellezza, si riflette anche nei piatti di Enrico Bartolini, nato a Pescia nel 1979 ma da anni anima del Devero di Cavenago Brianza.

Enrico Bartolini, in virtù del premio ricevuto negli ultimi mesi del 2015 nell’ambito della manifestazione Book City per mano dei rappresentanti dell’Associazione Tutela Grana Padano, è stato lo chef dell’anno della guida Identità Golose 2016.

Enrico Bartolini e i suoi primi passi nel pistoiese

Enrico Bartolini è oggi uno dei principali chef italiani, un artista dei fornelli che, nonostante la giovane età, è già un punto di riferimento importante. Ma quali sono stati i suoi primi passi? La formazione nella trattoria dello zio, situata in nel pistoiese.

Enrico Bartolini ha solo 19 anni quando comincia a mettersi in gioco tra i fornelli del ristorante dello zio, dove scopre che la cucina è la sua strada definitiva e dove si rende conto che Londra è una tappa utile per completare la sua formazione.

Enrico Bartolini Miglior Chef 2016

Bartolini ha però la sua principale esperienza formativa nel padovano, dove lavora tra la Montecchia di Selvazzano e le Calandre a Rubano, due locali il cui successo porta l’inconfondibile firma di Massimo e Raffaele Alajmo.

Dopo questa parte fondamentale del suo percorso arriva la folgorazione per un’altra zona ricchissima dal punto di vista gastronomico. Si tratta dell’Oltrepò pavese, una zona interessante dal punto di vista della ricchezza gastronomico ed enologica ma priva di insegne rilevanti.

Questa mancanza rappresenta una sfida professionale importantissima per Enrico Bartolini, dando sfogo al suo estro attraverso l’apertura di un ristorante che è anche un vero e proprio laboratorio di ricerca culinaria grazie in particolare alla sua iniziativa e alla scelta di ricercare le principali eccellenze alimentari ed enologiche del circondario (dalle migliori etichette ai formaggi e salumi).

Tra il 2009 e il 2013 arriva la meritatissima esplosione, con l’acquisizione delle stelle Michelin e il trasferimento in Brianza, un traguardo che viene affiancato da consulenze internazionali di prestigio, come quella che ha portato all’apertura di una sede de Il Salumaio di Montenapoleone, una delle insegne simbolo della gastronomia meneghina, a Lugano.

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