Il glutine fa male? Gli scienziati rispondono.

Mai come come in questo periodo tale domanda è stata così “scottante”, in quanto oltre ad essere aumentati i casi di celiachia (per lo meno le diagnosi), sta aumentando il numero di persone che hanno deciso di intraprendere una dieta priva di glutine, pur non essendo statagli prescritta da nessuno specialista.

Oggi cercheremo di capire, prendendo spunto da varie opinioni di specialisti in materia, se effettivamente il glutine fa male anche a chi non soffre di intolleranze ad esso.

Il Glutine: questo sconosciuto.

Prima di cercare di rispondere a chi vuole sapere se il glutine fa male, è meglio capire prima di cosa stiamo effettivamente parlando.

Il glutine è un complesso proteico presente in molti cereali, e formato dal legame delle molecole di queste due proteine:

  • Glutenina
  • Gliadina (quella che ha effetti tossici per i celiaci).

Questo legame è quello che rende elastico l’impasto del pane per esempio.

Il glutine intrappola anche anidride carbonica che aiuta a far lievitare gli impasti (motivo per cui alle preparazioni fatte con farine senza glutine spesso vengono aggiunti agenti lievitanti esterni).

Il glutine, consumato dagli esseri umani da almeno 10.000 anni (in quanto il grano è sempre stato la prima fonte di nutrimento in qualsiasi civiltà), nei celiaci provoca reazioni immunitarie molto forti, che danneggiano l’intestino tenue, provocando una lunga serie di sintomi molto sgradevoli, e conseguenze anche gravi per la salute.
L’unica terapia esistente per chi soffre di celiachia è una dieta in cui il glutine sia completamente assente.

Negli ultimi anni la dieta senza glutine è diventata un pò una moda, anche per i non celiaci, e sono in molti (tra cui anche molti divi di Hollywood) a sostenere che una dieta priva di glutine sia molto più sana per tutti.

Vediamo ora di andare un pò più a fondo nella questione.

Glutine-fa-male-teorie Il glutine fa male? Gli scienziati rispondono.

Il glutine fa male a tutti e non solo ai celiaci?

Come in tutte le questioni, ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino e le dichiarazioni (anche degli scienziati) sono spesso molto contrastanti.

Le due tesi principali dei militanti “antiglutine” sono queste:

  1. Il grano non è più lo stesso, e le varie selezioni e processi industriali lo hanno reso “cattivo”.
  2. La maggiore percentuale di glutine nei cereali ha fatto aumentare i casi di celiachia.

A proposito della prima tesi, molti esperti di celiachia, interpellati sull’argomento, hanno dichiarato che è vero che il grano moderno è diverso da quello di molti anni fa, in quanto ha subito molte selezioni, per renderlo più resistente, ed è anche vero che i vari processi industriali utilizzati per trattarlo sono cambiati, ma in sostanza la sua composizione chimica non è variata così tanto. In pratica il grano di oggi non è poi così diverso da quello di 50 anni fa, soprattutto non al punto tale da giustificare gli aumenti dei casi di celiachia che gli “antiglutine” attribuiscono ad esso.

A proposito della seconda tesi, molti specialisti interpellati a riguardo sostengono che è vero che il glutine viene impiegato con maggiore frequenza di una volta, soprattutto per migliorare l’elasticità degli impasti, e viene quindi aggiunto in molti prodotti industriali, ma non esistono dati scientifici che dimostrino il fatto che questo maggiore presenza di glutine negli alimenti consumati sia legata ad un aumento dei casi di celiachia.

Chi intraprende una dieta senza glutine pur non essendo celiaco fa bene o male?

Molti fra i sostenitori della tesi che il glutine fa male sempre e comunque a tutti, affermano che negli ultimi anni i casi di celiachia sono molto aumentati. Effettivamente, come dicono gli esperti, i casi di celiachia sono aumentati, ma sono aumentati perchè sono aumentate le “diagnosi”, ossia, la percentuale di celiaci nella popolazione è rimasta più o meno invariata ma, grazie all’informazione, e al miglioramento dei metodi diagnostici, ora molti “sanno” di essere celiaci.

Concludiamo questo articolo cercando di rispondere alla domanda con cui abbiamo iniziato: “Anche se non sono celiaco faccio bene ad intraprendere una dieta senza glutine, e questa dieta mi farà sentire meglio?”

Sfatiamo alcuni miti:

  • Molte delle persone che sostengono di non soffrire più di fastidiosi disturbi dopo aver eliminato il glutine, dovrebbero sapere che la maggior parte dei cibi che hanno eliminato dalla loro dieta contengono anche dei tipi di carboidrati che potrebbero aver causato i disturbi che loro attribuivano al glutine. Questi carboidrati attirano acqua nell’intestino, e quando vengono consumati in eccesso e mal digeriti possono fermentare e causare fastidiosi sintomi, quali dolore addominale e gonfiore.
  • A differenza di quello che pensano in molti, eliminare il glutine non fa dimagrire. Le persone che eliminano il glutine dalla loro dieta dimagriscono perchè riducono drasticamente il consumo di carboidrati raffinati, di pane, pasta, dolci ed altri alimenti molto calorici. Tutti questi alimenti contribuicono a far ingrassare, ma non certo perchè contengono glutine.
  • La dieta senza glutine, se fatta senza la guida di uno specialista e soprattutto, se non se ha un effettivo bisogno, può essere più dannosa che altro. Chi segue una dieta senza glutine può andare incontro a carenze di ferro, magnesio, vitamina B, acido folico e fibre.

In pratica chi elimina il glutine dalla propria dieta deve fare molta attenzione all’apporto di nutrienti, ed essere sempre seguito da uno specialista, che tra l’altro molto difficilmente proporrebbe una dieta completamente senza glutine a chi non soffre di celiachia.

Quindi il glutine fa male o no? Se non soffrite di celiachia non ci sono fino ad ora presupposti scientifici per eliminarlo dalla vostra dieta, per tutti i motivi sopra elencati.

Ultimo consiglio: se pensate che il glutine vi faccia male, e sia la casua di alcuni vostri disturbi, rivolgetevi sempre ad uno specialista, perchè una diagnosi fai da te non porta mai a nulla di buono, figuriamoci una dieta.

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