Frappe senza senza senza ma tanto buone!!!!!!!!!!!!

Rendersi conto di quale, tra i vari alimenti ingeriti, possa aver scatenato una reazione allergica non è facile, ammettiamolo.

Il nostro corpo può, infatti, dimostrarsi maggiormente recettivo ad una sostanza piuttosto che ad un’altra, e ciò può accadere di più in un dato momento piuttosto che in un altro, magari perché viene a trovarsi in un periodo di maggiore vulnerabilità, inoltre la nostra dieta è così varia che è difficile “isolare” un alimento dalla nostra intera dieta.

Da non trascurare, da ultimo, un altro importante fattore. Non si tratta di leggerezza, ma di una realtà: consumiamo cibi in maniera così frenetica e scontata che, a volte, neppure rammentiamo cosa abbiamo mangiato.

Semplifichiamo i pasti

Come anticipato, la nostra dieta -per fortuna- è così articolata e policroma da disorientare coloro che temono di soffrire di allergie ed intolleranze alimentari.

Ma come, il monito proveniente dalla scienza e dalla medicina non è quello di consumare cibo variando il più possibile? Si lo è, ma, in questi casi, ossia, per inciso, in tutti i casi in cui intendiamo individuare “i cibi no”, semplificare rappresenta una regola d’oro.

L’ideale sarebbe consumare cibi semplici, poco elaborati, nei quali introdurre soli 2-3 elementi contemporaneamente. Così facendo sarà più facile individuare i componenti singoli utilizzati nelle pietanze responsabili delle eventuali intolleranze alimentari.

Paradossalmente potrebbe aiutare anche provare a mangiare qualcosa che contenga esclusivamente i “cibi sospetti”, o, meglio dire, assaggiare.

Prendiamo nota di alimenti e disturbi

Abbiamo mai pensato a quanto potrebbe essere utile annotare giornalmente tutto quello che consumiamo ai pasti o lontano da essi? Se la memoria non ci aiuta, almeno lo farà la carta.

Stesso discorso può essere agevolmente fatto con i disturbi che si avvertono durante la giornata: sarà bene non sottovalutare un mal di testa, anche se ci appare un problema comune, così come altri sintomi quali problemi intestinali, problemi digestivi, ma anche nervosismo soprattutto se nutrito da bambini, sudorazione ingiustificata o eccessiva, tachicardia, vertigini.

Annotando gli alimenti consumati giornalmente ed, a fianco, i disturbi avvertiti durate le stesse giornate sarà più facile individuare l’alimento scatenante dell’uno o dell’altro problema a carico del nostro organismo.

E alla fine sapete che vi dico??? Che grazie a Miria Onesta che ha fatto questo esperimento potrete mangiare delle frappe davvero originali senza glutine e senza lattosio….

Ingredienti per 4 persone

  • 100 g di amido di tapioca
  • 60 g di farina di semi di carrube
  • 100 g di farina di riso
  • 1 albume
  • 2 uova
  • 25 g di zucchero
  • 40 g di burro chiarificato
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • La buccia di un’arancia grattugiata
  • Un cucchiaio di grappa
  • Olio per frittura
  • Zucchero a velo

Preparazione

Versate le farine su un piano da lavoro, formate una fontana e aggiungete le uova e l’albume, il burro chiarificato sciolto a bagnomaria, il bicarbonato, la buccia dell’arancia e la grappa.

Impastate e avvolgete in un foglio di pellicola, tenete in frigo per circa 30 minuti.

Stendete l’impasto tra due fogli di carta forno, ritagliate le frappe  e friggete in abbondante olio bollente.

Scolate su carta assorbente. Cospargete con zucchero a velo.

 

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